Cioccolato fondente e benefici anti-età: cosa dicono davvero le evidenze scientifiche

Nuova ricerca sul cioccolato lo consiglia contro malattie vascolari

Se mangi cioccolata fai un favore al cuore: lo studio rivoluzionario (vinamundi.it)

Marco Viscomi

3 Gennaio 2026

Nuovi studi internazionali rivelano il potenziale della teobromina nel rallentare l’invecchiamento, mentre la filiera del cacao affronta sfide tra sostenibilità e innovazione

 

Milano, 3 gennaio 2026 – Un recente studio condotto da un team internazionale di ricercatori, con la partecipazione di esperti del Policlinico di Milano e del prestigioso King’s College London, ha evidenziato nuovi aspetti benefici legati al consumo di cioccolato fondente. In particolare, l’attenzione si è focalizzata sull’alcaloide chiamato teobromina, presente in quantità rilevanti nel cacao, che sembra esercitare un effetto antietà sull’organismo.

Cioccolato fondente e benefici anti-età: cosa dicono davvero le evidenze scientifiche
Cioccolato fondente e benefici anti-età: cosa dicono davvero le evidenze scientifiche

La teobromina e il rallentamento dell’invecchiamento biologico

La ricerca, recentemente pubblicata sulla rivista Aging, ha analizzato dati provenienti da oltre 1.500 individui inclusi in due grandi studi di coorte internazionali: il britannico TwinsUK e il tedesco KORA. Il filo conduttore dello studio è stata la relazione tra la concentrazione plasmatica di teobromina e alcuni marcatori biologici dell’invecchiamento, quali la lunghezza dei telomeri e le modificazioni epigenetiche del DNA note come metilazioni.

I risultati hanno mostrato una correlazione lineare: livelli più elevati di teobromina nel sangue sono associati a un rallentamento dei processi di invecchiamento biologico, con un’età biologica potenzialmente inferiore rispetto a quella anagrafica. Sebbene non sia ancora chiaro se la teobromina sia l’unico responsabile di questi effetti o se collabori con altri composti benefici presenti nel cioccolato fondente, come i polifenoli, la ricerca apre nuove prospettive sulle proprietà salutistiche del cacao.

Le sfide della produzione e le strategie innovative

Nonostante i potenziali benefici, la diffusione del consumo di cioccolato fondente di alta qualità si scontra con una crisi globale della produzione di cacao, aggravata dai cambiamenti climatici. Questa situazione ha determinato un aumento dei prezzi della materia prima e ha spinto numerosi produttori a rivedere le ricette dei prodotti più iconici, diminuendo la quantità di cacao per contenere i costi. Un esempio recente riguarda la multinazionale svizzera Nestlé, che ha dovuto modificare la composizione di alcune barrette come Toffee Crisp e Blue Riband nel Regno Unito, perdendo il diritto di utilizzare il termine “cioccolato” a causa della riduzione della percentuale minima di cacao prevista per legge.

Parallelamente, il settore sta investendo in iniziative di ricerca per garantire la sostenibilità e il futuro della filiera. Nestlé, ad esempio, ha avviato una collaborazione con l’Università della Pennsylvania, il Tropical Agricultural Research and Higher Education Center del Costa Rica e la società di consulenza Fox Consultancy per mappare oltre 300 varietà di cacao conosciute, con l’obiettivo di individuare 96 varietà resilienti a condizioni climatiche avverse. Questo progetto prevede anche lo sviluppo di nuove tecniche di lavorazione e l’utilizzo di parti della pianta finora trascurate, come polpa e placenta, per valorizzare ulteriormente la materia prima.

Il ruolo del Policlinico di Milano e del King’s College London nella ricerca

Il contributo del Policlinico di Milano, istituto di eccellenza italiano che unisce attività clinica e ricerca avanzata, è stato fondamentale nella raccolta e nell’analisi dei dati biologici relativi alla popolazione italiana coinvolta nello studio. Fondato nel 1456 e oggi riconosciuto come il primo IRCCS pubblico per qualità e produttività scientifica, il Policlinico integra la sua attività ospedaliera con programmi di ricerca traslazionale in numerosi ambiti, tra cui la biomedicina dell’invecchiamento.

Il King’s College London, tra le università più prestigiose al mondo, con oltre 21.000 studenti e un corpo docente altamente qualificato, è stato il principale centro accademico che ha coordinato la ricerca. Questo istituto, fondato nel 1829 per iniziativa di Giorgio IV e del duca di Wellington, è noto per i suoi contributi pionieristici in ambito medico e biologico, tra cui la scoperta della struttura del DNA. Il suo impegno nella scienza dell’invecchiamento e nella ricerca medica continua a posizionarlo tra i principali centri di eccellenza globale.

L’interazione tra queste due istituzioni, unite da un progetto di ricerca multidisciplinare, ha permesso di mettere in luce il potenziale ruolo del cioccolato fondente, e in particolare della teobromina, nel contrastare gli effetti dell’invecchiamento, aprendo la strada a ulteriori approfondimenti e alla possibile valorizzazione di questo alimento nella dieta quotidiana, a condizione che si tenga conto delle sfide legate alla produzione e alla sostenibilità.

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