“Ciak Irpinia”: un successo che sorprende con numeri in crescita

“Ciak Irpinia”: un successo che sorprende con numeri in crescita

“Ciak Irpinia”: un successo che sorprende con numeri in crescita

Redazione Vinamundi

30 Agosto 2025

La valorizzazione della creatività e della qualità delle produzioni vitivinicole è un obiettivo fondamentale per il Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia. Questo impegno è stato ribadito con forza durante la seconda edizione di “Ciak Irpinia”, un evento che si sta affermando come un importante biglietto da visita internazionale per l’eccellenza enologica della provincia. Svoltosi il 19 maggio nel suggestivo Castello della Leonessa di Montemiletto, l’evento ha riunito esperti, tecnici, appassionati e winelovers per celebrare le eccellenze vitivinicole irpine come il Fiano di Avellino DOCG, il Greco di Tufo DOCG, il Taurasi DOCG e l’Irpinia Falanghina DOC.

Un bilancio positivo e un’ottima affluenza

L’evento ha registrato un bilancio decisamente positivo, attirando oltre 50 giornalisti nazionali e internazionali da vari media, tra cui stampa, televisioni e web. Le richieste di partecipazione hanno superato ogni aspettativa, costringendo gli organizzatori a chiudere le iscrizioni con diversi giorni di anticipo. Questo entusiasmo dimostra come “Ciak Irpinia” stia rapidamente diventando un punto di riferimento nel panorama vitivinicolo.

Tra i volti noti presenti, spiccava Ian D. Cauble, uno dei più giovani master sommelier del mondo, il cui contributo ha elevato ulteriormente il prestigio dell’evento. Significativa è stata anche la presenza di una delegazione di buyers cinesi provenienti da Xiamen, un importante porto di importazione del vino in Cina, noto per ospitare annualmente una fiera del vino di rilevanza internazionale, il CIFIT (China International Fair for Investment & Trade).

Un evento innovativo e formativo

Ciak Irpinia” ha presentato una formula innovativa suddivisa in due momenti complementari. La prima parte dell’evento è stata dedicata a un confronto tra giornalisti, tecnici e produttori, focalizzandosi sull’analisi delle annate 2017 per i bianchi e 2014 per il Taurasi. Queste annate offrono un interessante spaccato della viticoltura irpina, evidenziando le peculiarità climatiche e le sfide affrontate dai produttori.

  1. Annata 2017: Caratterizzata da gelate in aprile e una ridotta piovosità, ha visto temperature elevate durante l’estate. Nonostante queste difficoltà, i vini di quell’annata hanno mantenuto una notevole freschezza, grazie anche al clima favorevole di settembre.
  2. Annata 2014: Caratterizzata da temperature medie più basse e piogge abbondanti, ha portato a un ciclo di maturazione più lento e prolungato, favorendo la produzione di vini irpini di alta qualità.

Dopo l’analisi tecnica, l’attenzione si è spostata sui produttori, che hanno presentato le loro etichette di punta durante un walkaround tasting riservato agli operatori del settore. Questo formato ha permesso ai viticoltori di raccontare la loro visione del territorio irpino e di stabilire un dialogo diretto con i professionisti del vino, creando opportunità di networking.

Un futuro promettente per il vino irpino

La grande affluenza all’evento ha confermato l’interesse crescente da parte della stampa e degli operatori di settore verso una regione che ha visto un notevole incremento del numero di produttori, passando da una ristretta cerchia a oltre duecento cantine. Alcune di queste realtà stanno iniziando a farsi conoscere sul mercato regionale e nazionale, mentre altre hanno già intrapreso l’avventura oltre confine, portando con sé il peso della reputazione di denominazioni storiche come il Taurasi e il Fiano.

Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela è impegnato in prima linea in questa missione, promuovendo le attività istituzionali e facilitando il confronto tra gli operatori. Questo approccio mira a riflettere sull’identità territoriale e sul delicato equilibrio tra la creatività del singolo produttore e le regole comuni delle denominazioni. La filiera vitivinicola irpina, con le sue tradizioni, la sua ricchezza di varietà e le sue innovazioni, rappresenta un patrimonio da valorizzare e un’opportunità per il futuro dell’enologia italiana.

In questo contesto, eventi come “Ciak Irpinia” non solo celebrano i successi raggiunti, ma fungono anche da catalizzatori per ulteriori sviluppi, rafforzando il legame tra il territorio, i produttori e gli appassionati di vino. La sfida ora è quella di continuare a costruire su queste fondamenta, garantendo che l’Irpinia possa diventare un vero e proprio polo di eccellenza nel panorama vitivinicolo internazionale.

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