Il gruppo italiano Campari guarda al futuro con ottimismo, nonostante le sfide di tariffe e oscillazioni valutarie. Dopo risultati annuali in linea con le previsioni, l’azienda ha deciso di aumentare il dividendo di oltre il 50%, a testimonianza della fiducia nella propria redditività e negli investimenti sui marchi.
Campari, fiducia cauta per il 2026
Davide Campari-Milano si mostra prudente ma positivo sulle prospettive per quest’anno. L’azienda prevede che le vendite continueranno a crescere e, forte dei risultati positivi del 2025, si sente sicura nell’incrementare il dividendo. Il management stima che il gruppo riuscirà a superare le performance medie del settore nel corso del 2026.
Risultati 2025: vendite e utili in linea con le attese
Nel 2025, le vendite organiche di Campari sono aumentate del 2,4%, raggiungendo i 3,05 miliardi di euro, come previsto. Gli utili operativi rettificati hanno raggiunto 636,9 milioni, in crescita del 5,3% rispetto all’anno precedente, mentre l’utile netto rettificato è salito a 368,1 milioni di euro. L’anno era stato considerato di transizione, segnato dalle tensioni commerciali che hanno impattato i margini e le vendite.
Campari, dividendo in crescita e investimenti sui marchi
Per il 2026, Campari prevede una crescita delle vendite organiche a un ritmo simile a quello dell’anno precedente e propone un dividendo di 10 centesimi per azione, in aumento rispetto ai 6,5 centesimi del 2025. “Stiamo investendo sui nostri marchi”, ha dichiarato l’amministratore delegato Simon Hunt. “Ci aspettiamo un ulteriore sviluppo del fatturato e un miglioramento della redditività su base organica”.
Performance dei brand principali
Tra i principali marchi del gruppo, le vendite di Aperol sono cresciute dell’1%, mentre Campari ha registrato un calo del 2% e Grand Marnier ha subito una flessione dell’8%. L’andamento negativo è stato influenzato dalle tariffe internazionali e dalle variazioni del cambio.
Tariffe e valuta pesano sulle prospettive
Campari, come gli altri produttori europei, ha risentito delle politiche tariffarie introdotte dall’amministrazione Trump, considerando che quasi metà delle vendite proviene dal Nord America. L’azienda prevede che tariffe globali e un dollaro debole continueranno a influire negativamente sui risultati, insieme a effetti legati alla dismissione di marchi non core. Hunt ha sottolineato la fiducia nella crescita generatrice di margini e liquidità, puntando su nuovi formati, minor numero di grandi investimenti e ampliamento geografico, mantenendo disciplina finanziaria.
Snellimento del portafoglio e cambio strategico
Campari conferma l’intenzione di concentrarsi sullo snellimento del portafoglio piuttosto che su acquisizioni “bolt-on”. Alcuni analisti interpretano questa scelta come un segnale di discontinuità rispetto alla strategia del precedente amministratore delegato Bob Kunze-Concewitz, che aveva orchestrato oltre 20 acquisizioni in 15 anni, tra cui l’acquisto di Courvoisier per 1,2 miliardi di euro nel 2024.
Passaggio generazionale nella governance di Campari
Kunze-Concewitz ha lasciato il ruolo di direttore non esecutivo e il consiglio di amministrazione è stato rafforzato con due nuovi membri della famiglia Garavoglia, azionista principale tramite la holding Lagfin. Campari ha definito questo cambio come l’inizio di un passaggio generazionale all’interno della proprietà e della governance del gruppo.
