Wine Paris 2026: i vini senza alcol conquistano tutti

Wine Paris 2026: i vini senza alcol conquistano tutti

Wine Paris 2026: i vini senza alcol conquistano tutti | Pixabay @Giovanni_Magdalinos - Vinamundi

Redazione

13 Febbraio 2026

I vini alcol free conquistano tutti all’evento Wine Paris 2026: tutti i dettagli sulla crescita del settore

L’edizione 2026 di Wine Paris conferma la crescente rilevanza del segmento dei vini senza alcol, settore che sta rapidamente evolvendo da nicchia a fenomeno globale. L’evento, svoltosi dal 9 all’11 febbraio, ha visto la consacrazione di un mercato in espansione che coinvolge produttori, distributori e consumatori sempre più orientati a scelte di consumo consapevoli e salutari.

Evoluzione del mercato no alcol a Wine Paris 2026

Il trend è stato evidenziato dalla nascita di Be No, nuova area autonoma dedicata esclusivamente alle bevande analcoliche e dealcolate, affiancata ai tradizionali Wine Paris e Be Spirits. Questo spazio, promosso da Vinexposium, rappresenta una risposta concreta alla crescita costante delle alternative no-alcol, che secondo i dati IWSR cresceranno oltre il 10% annuo fino al 2028. La direttrice Audrey Marqueyssat ha sottolineato come Be No comprenda vini, liquori, birre e ready-to-drink analcolici, proponendo un’offerta ampia e diversificata che riflette le nuove abitudini di consumo.

L’Italia, pur essendo ancora fanalino di coda nel settore NoLo (con una quota dello 0,1% sulle vendite totali di vino), si sta affermando come protagonista anche in questa nicchia. Nella fiera parigina, il nostro Paese si è presentato con una presenza significativa, rappresentata da brand innovativi come Bella Drinks, pioniere dello spumante analcolico a base Glera, e Franc Lizêr di Lea Winery, realtà friulana che si distingue per un approccio biologico e sperimentale. La partecipazione italiana ha mostrato la volontà di innovare senza rinunciare alla tradizione, cogliendo le opportunità offerte da un mercato in forte crescita.

Opinioni e sfide del settore

Katja Bernegger, fondatrice e CEO di Zeronimo Wine, ha ribadito l’importanza di offrire alternative sofisticate per chi, per scelta o necessità, non consuma alcol: “Non si vuole più essere esclusi dalla convivialità, servono opzioni capaci di accompagnare anche i pasti e non solo momenti sociali”. Parallelamente, emergono perplessità da alcuni operatori come Guy Tabourin, commerciante lussemburghese, che evidenzia come l’alcol sia un vettore fondamentale per aromi e struttura del vino, e la sua assenza possa compromettere l’esperienza sensoriale.

Tuttavia, il messaggio di Wine Paris è chiaro: il vino senza alcol non è più un’alternativa marginale ma un segmento in forte espansione, che offre inclusività e nuove modalità di consumo in linea con le trasformazioni sociali e culturali. L’iniziativa Be No, con una visione internazionale che coinvolge hub strategici come Miami e Hong Kong, testimonia l’ambizione di un settore destinato a consolidarsi globalmente, affiancando i tradizionali vini e spiriti.

Il ruolo strategico dell’Italia e le prospettive future

L’Italia, con oltre mille cantine presenti a Wine Paris, continua a rafforzare la propria leadership espositiva dopo la Francia. La crescita del comparto analcolico rappresenta un’opportunità per il nostro sistema produttivo di innovare e rispondere ai cambiamenti delle preferenze dei consumatori. L’esperienza di Area 39, che ha facilitato la partecipazione di numerose aziende italiane con un servizio chiavi in mano, dimostra la volontà di sostenere le imprese nell’affrontare con successo le sfide del mercato globale.

Con una domanda in crescita e un’offerta sempre più articolata, il vino senza alcol si afferma come un nuovo capitolo della cultura enologica, capace di coniugare tradizione e innovazione, salute e piacere.

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