Il vino incontra la cucina e diventa racconto del territorio. È questa la direzione intrapresa da Vinitaly 2026, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile, dove il dialogo tra calice e piatto si trasforma in un’esperienza che mette al centro l’identità gastronomica italiana e il valore del made in Italy.
La cucina protagonista accanto al vino
Nella 58esima edizione della manifestazione, l’abbinamento tra vino e cibo non è solo un complemento, ma diventa parte integrante della narrazione. Ogni proposta gastronomica è pensata per valorizzare il legame tra prodotti, territori e tradizioni, in una visione che richiama anche il percorso di riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale. L’obiettivo è offrire a operatori e buyer internazionali un’esperienza immersiva, capace di raccontare l’Italia attraverso sapori e produzioni locali.
Il debutto della Vinitaly’s Gourmet Experience
Tra le principali novità spicca il format “Vinitaly’s Gourmet Experience”, con il Ristorante d’Autore di Campagna Amica – La Casa della Cucina Italiana. Il progetto nasce dalla collaborazione con Coldiretti, Campagna Amica e Terranostra, con l’intento di portare al centro della fiera il dialogo tra agricoltura, cucina e filiera.
Ad aprire il calendario, il 12 aprile, sarà Ciro Scamardella del Pipero, seguito il giorno successivo da Riccardo Monco dell’Enoteca Pinchiorri. Il 14 aprile spazio all’esperienza del Tortellante, realtà sostenuta dallo chef Massimo Bottura, mentre la chiusura del 15 aprile è affidata ai Cuochi Contadini, interpreti della tradizione rurale e della cucina legata al recupero e alla sostenibilità. A completare il percorso gastronomico anche il momento del caffè, con la proposta della torrefazione È Tricaffè.
Il ritorno dei “Momenti d’Autore”
Accanto a questa nuova proposta torna anche il ristorante “Momenti d’Autore”, ospitato nella galleria tra i padiglioni 11 e 12. Qui protagonisti sono gli chef di JRE-Jeunes Restaurateurs Italia, ognuno impegnato a presentare un menu che include il proprio piatto simbolo.
Il programma vede l’apertura il 12 aprile con Giorgio Bartolucci, seguito il 13 da Alfonso Caputo. Il 14 sarà la volta di Leonardo Fiorenzani, mentre la chiusura del 15 aprile è affidata a Agnese Loss.
Street food gourmet e nuove aree esperienziali
Si amplia anche l’offerta dedicata allo street food, che per questa edizione raddoppia. Nell’area I, di fronte al padiglione 11, JRE-Jeunes Restaurateurs Italia cura uno spazio con giovani chef, mixology bar e intrattenimento musicale. Nell’area H, invece, l’attenzione si concentra su piatti della tradizione regionale, con proposte che spaziano dalla cucina romana a quella veneta e trentina.
L’alta cucina tra tradizione e innovazione
Non manca il contributo della ristorazione stellata. Nel padiglione 1 dell’Emilia-Romagna trova spazio “Cracco a Vinitaly”, affiancato dalla “Piadineria VistaMare”, con Carlo Cracco impegnato a reinterpretare la tradizione in chiave contemporanea, in abbinamento ai vini del territorio.
Nell’area H è presente anche il ristorante di Piemonte Land, guidato dallo chef Davide Palluda, con un’offerta interamente dedicata alla cucina piemontese.
Il focus su consumi e mercato
Oltre all’esperienza gastronomica, Vinitaly affronta anche il tema del rapporto tra vino e ristorazione sotto il profilo economico. Il 13 aprile, alle 16.30, nell’Area Masaf del Palaexpo, è previsto l’incontro “Il consumatore al centro – la nuova alleanza tra vino e ristorazione”.
Durante il convegno sarà presentata la prima indagine dell’Osservatorio FIPE-UIV “Vino e Ristorazione”, realizzata con il contributo di Unione Italiana Vini e FIPE-Confcommercio. Interverranno Carlo Flamini, Giulia Erba e Lamberto Frescobaldi, mentre le conclusioni saranno affidate al ministro Francesco Lollobrigida.
Un’occasione per riflettere su come cambiano i consumi e su quali strategie adottare per rafforzare il legame tra vino, ristorazione e pubblico in un mercato sempre più competitivo.
