“Ventiventi”, la nuova frontiera del vino emiliano tra innovazione e tradizione

“Ventiventi”, la nuova frontiera del vino emiliano tra innovazione e tradizione

“Ventiventi”, la nuova frontiera del vino emiliano tra innovazione e tradizione

Redazione

20 Marzo 2026

Modena, 20 marzo 2026 – Nel cuore della pianura modenese, dove la tradizione agricola convive con un dinamismo imprenditoriale crescente, si distingue con forza la realtà di Cantina Ventiventi. Fondata nel 2020 dalla famiglia Razzaboni, questa giovane realtà enologica ha saputo coniugare l’esperienza familiare con un approccio innovativo, diventando in pochi anni un punto di riferimento per la produzione biologica certificata e per la riscoperta dei vitigni autoctoni emiliani.

Ventiventi: un passaggio generazionale e una visione innovativa

La cantina nasce da un autentico passaggio generazionale: Vittorio Razzaboni ha affidato la conduzione ai suoi tre figli, Riccardo, Andrea e Tommaso, tutti poco oltre i trent’anni. Riccardo gestisce l’area commerciale e marketing, puntando a espandere il marchio oltre i confini nazionali, con particolare attenzione ai mercati europei, statunitensi e asiatici. Andrea, laureato in enologia con esperienze formative in Trentino-Alto Adige, guida la produzione con un rigore tecnico che privilegia il rispetto della vigna e l’attenzione alla sostenibilità ambientale. Tommaso, il più giovane, si occupa di sperimentazione in cantina, contribuendo all’innovazione con un ruolo dinamico e trasversale.

Nonostante la nascita in un momento complicato come la pandemia, Ventiventi ha visto una rapida crescita: da 20mila a oltre 66mila bottiglie annue, con una superficie di 70 ettari, di cui 30 coltivati biologicamente. Il progetto familiare si basa su una gestione condivisa ma con ruoli ben distinti, nella consapevolezza che la giovinezza possa rappresentare un vantaggio nell’affrontare i rischi e le sfide del mercato.

La valorizzazione dei vitigni autoctoni e il Metodo Classico

L’ambizione della cantina è chiara: valorizzare i vitigni emiliani come Lambrusco di Sorbara, Salamino e Pignoletto senza scendere a compromessi sul prezzo o sulla qualità. La produzione si concentra soprattutto sul Metodo Classico, che simboleggia un ritorno alla lentezza e alla precisione, in contrasto con la ricerca di immediatezza tipica di molti vini della zona.

Tra le etichette più rappresentative si evidenziano il Blanc de Blancs, uno spumante Metodo Classico a base di Pignoletto DOC di struttura importante, e il Rouge de Noirs, metodo classico rosso da Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC. A completare l’offerta ci sono anche un Rosé a base Lambrusco di Modena, un Brut da Chardonnay e Sorbara, un Pas Dosé privo di residuo zuccherino e lo spumante rosso Metodo Charmat “La Vie”, oltre all’ancestrale “Happy Selvaggio”.

Ospitalità e mercato internazionale

Oltre alla produzione, Ventiventi ha sviluppato una proposta di accoglienza che include visite guidate, degustazioni e cene in cantina, rafforzando così la propria identità e il legame con il territorio. L’adesione alla FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) conferma l’impegno nel posizionarsi come vignaioli indipendenti, con un forte legame simbolico e pratico con la tradizione e la qualità.

Sul fronte commerciale, la strategia è orientata a consolidare il mercato interno e a espandersi all’estero, partecipando attivamente alle fiere di settore in Europa, Stati Uniti e Asia. La sfida futura sarà mantenere l’equilibrio tra crescita e fedeltà ai principi originari, per trasformare una promettente partenza in una storia di successo duratura.

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