Guardare avanti senza perdere di vista il passato: è questo il filo conduttore che ha caratterizzato la Prima del Valtènesi, andata in scena il 23 marzo a Villa Galnica, a Puegnago sul Garda. L’evento ha rappresentato non solo la presentazione ufficiale della nuova annata 2025, ma anche un momento di confronto tra produttori e addetti ai lavori, tra degustazioni di vini di diverse annate e riflessioni sul percorso intrapreso dalla denominazione. In un contesto economico e produttivo spesso instabile, il tema della continuità e della solidità è emerso come uno degli elementi chiave.
Una denominazione in crescita
I numeri raccontano una realtà in espansione. La superficie vitata ha raggiunto i 700 ettari complessivi, con una forte vocazione alla produzione di vini rosati, che rappresentano circa il 65% della coltivazione. Anche il prodotto rivendicato mostra segnali di crescita, mentre l’imbottigliato resta stabile attorno ai 2,5 milioni di bottiglie totali. Di queste, ben 1,8 milioni sono dedicate ai rosé, confermando il ruolo centrale di questa tipologia per il territorio.
La filiera conta 105 operatori, con una minoranza composta esclusivamente da viticoltori. Particolarmente significativo è il dato legato alla sostenibilità: circa il 90% degli associati risulta certificato biologico o aderente al sistema SQNPI, a testimonianza di un approccio sempre più orientato alla qualità e al rispetto dell’ambiente.
Il ruolo dei vitigni e del territorio
Entrando nel dettaglio della produzione rosata, circa 1,2 milioni di bottiglie portano il marchio Valtènesi, mentre altre 600mila rientrano nella denominazione Riviera del Garda Classico. Il cuore produttivo resta legato ai vitigni tipici dell’area: il Groppello, protagonista indiscusso, affiancato da Barbera, Sangiovese e Marzemino.
Il legame con il territorio e con il comparto turistico resta uno dei pilastri della denominazione. Come sottolineato dal direttore del Consorzio, Juri Pagani, il vino rappresenta un elemento chiave nella promozione dell’area gardesana, in sinergia con l’offerta turistica locale.
Un’annata 2025 quasi perfetta
Dal punto di vista climatico, il 2025 si è rivelato particolarmente favorevole. L’inverno ha garantito temperature adeguate, mentre la primavera, fresca e ben piovosa, ha preparato il terreno a un’estate inizialmente molto calda. Questo andamento ha contribuito a limitare le problematiche fitosanitarie, consentendo interventi mirati e ridotti.
Il mese di agosto, più fresco e leggermente piovoso, ha permesso di riequilibrare le risorse idriche, accompagnando le uve verso una maturazione ottimale e ben bilanciata sotto il profilo dell’acidità.
Vini equilibrati e promettenti
Le prime degustazioni della nuova annata restituiscono vini armonici, caratterizzati da una struttura leggera ma sostenuta da una buona freschezza. L’equilibrio tra maturità e tensione acida lascia intravedere prodotti capaci di esprimersi al meglio sia nell’immediato sia nel medio periodo. I Valtènesi 2025, secondo le prime impressioni, si candidano a essere vini di stile, eleganti e con buone prospettive di evoluzione nel tempo.
