Riva del Garda, 6 febbraio 2026 – Il turismo enogastronomico si conferma un motore di crescita strategico per l’Italia, con un potenziale di generazione economica stimato in oltre un miliardo di euro grazie all’aumento delle presenze straniere e alla destagionalizzazione. Secondo il nuovo Rapporto “Quando il vino incontra il turismo” curato da Roberta Garibaldi, docente all’Università di Bergamo e presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico (AITE), il comparto enoturistico italiano è un asset fondamentale per il rilancio e la valorizzazione dei territori, rappresentando una leva anticiclica di grande dinamicità nel settore vitivinicolo.
Crescita e Potenzialità del Turismo Enogastronomico in Italia
Nonostante il rallentamento dei consumi globali di vino, che nel 2023 hanno raggiunto il minimo storico dal 1961, l’enoturismo globale continua a espandersi con un tasso annuo medio del 12,9% (dati Grand View Research 2024). In Europa, che detiene il 51% del mercato mondiale da 46,5 miliardi di dollari, Italia, Francia e Spagna si confermano Paesi leader. In Italia, il superamento della stagionalità – con il 68% delle visite concentrate in primavera e estate ma con un crescente interesse verso l’autunno e le stagioni fredde – e un incremento previsto del 5% delle presenze turistiche internazionali stimano un impatto economico complessivo superiore al miliardo di euro.
Gli stranieri rappresentano circa il 32% delle visite in cantina, una quota che, pur inferiore rispetto ad altri competitor europei, mostra ampi margini di crescita se si migliora la governance territoriale e si sviluppano strategie condivise. L’apertura a modelli più strutturati, come la creazione di un consorzio pubblico-privato per il marketing territoriale a cui il 62% delle aziende è pronto a contribuire, è vista come un passo cruciale per rafforzare il settore.
Investimenti e Governance: Le Sfide per l’Enoturismo
Il Rapporto evidenzia come il 77% delle aziende enoturistiche italiane abbia investito negli ultimi anni, destinando mediamente oltre il 14% del fatturato al settore, con proiezioni positive di ulteriori investimenti per il periodo 2025-2027. Le imprese più strutturate registrano un miglioramento significativo della redditività e produttività, con un Roe mediano del 1,7% e una produttività di circa 70 mila euro per addetto.
Tuttavia, uno degli aspetti critici resta la frammentazione della governance territoriale, affidata a molteplici soggetti – dai consorzi di tutela alle Strade del Vino – con scarsa integrazione. La domanda principale da parte delle imprese è quella di politiche pubbliche più stabili, coordinate e coerenti, in grado di accompagnare e valorizzare l’impegno privato, oltre a una maggiore accessibilità e una promozione integrata del turismo, dell’agricoltura e della cultura locale.
Il Ruolo di Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza
L’evento fieristico Hospitality, appena conclusosi a Riva del Garda, ha rappresentato un momento di confronto e networking essenziale per il comparto Ho.Re.Ca. e per il turismo enogastronomico. Con oltre 20.000 visitatori professionali e un’offerta che spazia dal beverage all’innovazione tecnologica, Hospitality si conferma piattaforma strategica per favorire l’internazionalizzazione e la crescita qualitativa del settore.
Roberta Garibaldi ha sottolineato come l’enoturismo debba essere promosso non come attività accessoria ma come asset strategico per la competitività del sistema Italia. Salvio Capasso, responsabile del Servizio Imprese & Territorio di Srm Centro Studi, ha evidenziato l’importanza di una governance territoriale capace di sostenere e valorizzare le imprese più performanti, favorendo investimenti innovativi e digitali per amplificare l’impatto economico e sociale del turismo del vino.
