Nel cuore della Toscana, a Castellina in Chianti, si trova la Rocca delle Macìe, un simbolo di passione e tradizione vinicola. Fondata da Italo Zingarelli, un imprenditore visionario, questa storica azienda è diventata un punto di riferimento nel panorama vitivinicolo italiano, grazie alla qualità e all’autenticità dei suoi vini. Oggi, la passione per la terra e per il vino è portata avanti dalla nuova generazione, rappresentata da Sergio Zingarelli, che ha deciso di ampliare questo amore per il territorio attraverso l’arte.
La mostra “Silenziosi racconti”
Inaugurata il 30 maggio, la mostra “Silenziosi Racconti” rappresenta la terza edizione del Premio d’Arte Zingarelli-Rocca delle Macìe. Questa iniziativa, che si protrarrà per cinque mesi, dimostra come l’arte e il vino possano intrecciarsi in modi inaspettati e affascinanti. Sergio Zingarelli ha voluto dare voce a una passione che non può rimanere confinata nel privato, trovando nell’arte una forma di espressione perfetta. Collaborando con l’artista Raimondo Galeano, ideatore del Premio, e con la curatrice Simona Gavioli, ha creato un evento che celebra non solo l’arte, ma anche la cultura del vino e il paesaggio toscano.
L’esperienza degli artisti
I giovani artisti, selezionati da esperti del settore come critici e galleristi, sono stati invitati a Rocca delle Macìe nell’ottobre del 2013. Qui hanno avuto l’opportunità di immergersi nella bellezza del territorio e di tradurre queste emozioni nelle loro opere. Durante il soggiorno, hanno partecipato a un convegno con importanti figure della cultura, come:
- Daniele Cernilli, noto esperto di vino, che ha discusso della storia del vino e delle sue implicazioni culturali.
- Donatella Cinelli Colombini, che ha esplorato il mutamento del paesaggio.
- Daria Filardo, che ha approfondito il potere narrativo dell’arte.
Questi incontri hanno fornito agli artisti gli strumenti per comprendere il legame profondo tra il vino, la storia e l’ambiente circostante.
Un dialogo tra arte e vino
L’esperienza di questi artisti non si è limitata all’ascolto; sono stati coinvolti in un intenso tour attraverso i vigneti e le cantine, dove hanno appreso i processi di vinificazione e assaporato i vini prodotti nella regione. Questo contatto diretto con il territorio ha permesso loro di raccogliere ispirazione e di riflettere su come le tradizioni locali possano influenzare la loro visione artistica. Ogni artista ha tradotto le proprie impressioni in opere che raccontano la storia e il presente di Rocca delle Macìe.
La mostra, aperta fino alla fine di ottobre, non è solo un’esposizione di opere d’arte, ma un vero e proprio dialogo tra artisti e visitatori. Ogni opera esposta è un racconto silenzioso che invita il pubblico a esplorare le diverse interpretazioni dell’amore per il vino e per il territorio. I visitatori, galleristi e critici avranno l’opportunità di votare le opere che più li colpiscono, contribuendo a un progetto che unisce arte e cultura in modo innovativo.
In un mondo sempre più globalizzato, iniziative come “Silenziosi Racconti” rappresentano una boccata d’aria fresca. Esse celebrano la bellezza delle tradizioni locali e promuovono il dialogo interculturale tra artisti provenienti da diverse parti del mondo. Ogni opera diventa un ponte che connette culture, esperienze e visioni, rendendo l’arte un veicolo di comunicazione e comprensione reciproca.
Rocca delle Macìe, con il suo patrimonio di passione e tradizione, continua a essere un luogo dove storia e innovazione si fondono. La famiglia Zingarelli, attraverso questa iniziativa artistica, dimostra come l’amore per la terra e per il vino si possa esprimere in molteplici forme, arricchendo il panorama culturale locale e internazionale. La mostra “Silenziosi Racconti” è un invito a riflettere su come le passioni profonde possano trovare voce attraverso l’arte, creando legami che superano le barriere e celebrano la bellezza della diversità.
La visione di Sergio Zingarelli di unire il mondo del vino con quello dell’arte non è solamente un’iniziativa commerciale, ma un vero e proprio atto d’amore verso un territorio che ha tanto da raccontare. Con ogni sorso di vino e ogni opera esposta, i visitatori sono chiamati a partecipare a un viaggio sensoriale che attraversa tempo e spazio, riscoprendo il valore delle tradizioni e la forza dell’arte come espressione della passione umana.
