L’intesa commerciale tra Unione europea e Mercosur, celebrata solo pochi giorni fa come un traguardo storico dopo oltre un quarto di secolo di trattative, entra già in una fase di forte incertezza. A rallentare il percorso dell’accordo è stato il Parlamento europeo, che ha deciso di sospendere l’iter di ratifica in attesa di un pronunciamento giuridico destinato a incidere sui tempi e sugli equilibri politici dell’Unione. Una scelta che ha immediatamente acceso il dibattito, soprattutto tra le imprese del settore vitivinicolo, preoccupate per le ricadute su competitività ed export in un contesto internazionale già segnato da tensioni e instabilità.
Il rinvio alla Corte Ue e la ratifica congelata
Con una maggioranza risicata – 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 astensioni – l’Eurocamera ha accolto la richiesta avanzata da eurodeputati di Sinistra, Verdi e parte dei Liberali di sottoporre il testo dell’accordo Ue-Mercosur al vaglio della Corte di giustizia dell’Unione europea. L’obiettivo è ottenere un parere sulla compatibilità dell’intesa con i Trattati europei, il TUE e il TFUE. In attesa del giudizio, che potrebbe richiedere diversi mesi, il processo di ratifica resta di fatto bloccato, mentre continua a dividere le istituzioni europee l’ipotesi di una applicazione provvisoria dell’accordo.
La delusione del mondo del vino europeo
Il rinvio ha suscitato sorpresa e rammarico nel comparto vitivinicolo, che vede nell’accordo con i Paesi sudamericani una leva strategica per affrontare una fase complessa dei mercati globali. Le imprese temono che l’incertezza normativa e i tempi dilatati possano tradursi in un freno concreto alle esportazioni, proprio mentre la concorrenza internazionale si fa più aggressiva.
UIV: “Un ritardo che penalizza tutta l’Europa”
Secondo il presidente di Unione Italiana Vini, Lamberto Frescobaldi, la decisione dell’Europarlamento va oltre il danno per le singole imprese e fotografa una Unione europea divisa in un momento storico che richiederebbe invece compattezza. Pur nel rispetto del voto democratico, Frescobaldi sottolinea come l’assenza di una approvazione provvisoria rischi di congelare l’accordo fino a 18-20 mesi, un ritardo che il settore non può permettersi. Il timore è particolarmente forte per il vino italiano, che negli Stati Uniti potrebbe chiudere il 2025 con un calo intorno al 9%.
Il peso strategico del Mercosur per l’export italiano
Per UIV l’area sudamericana, con oltre 250 milioni di consumatori, rappresenta da sempre un mercato potenzialmente ricettivo per i vini europei e italiani. Oggi però i prodotti destinati al Brasile sono gravati da dazi molto elevati, che arrivano fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti. La progressiva eliminazione delle tariffe prevista dall’accordo potrebbe rafforzare la competitività delle imprese in un mercato che vale circa 500 milioni di euro l’anno di importazioni, a fronte di una quota italiana ancora limitata a circa 40 milioni di euro, pari all’8% del totale.
Federvini: “Così si crea disorientamento tra le imprese”
Anche Federvini guarda con forte preoccupazione alla decisione dell’Eurocamera, giudicata una battuta d’arresto per le prospettive di crescita delle aziende italiane ed europee. L’associazione sottolinea come il ricorso alla Corte di giustizia, senza una applicazione provvisoria dell’accordo, possa tradursi in uno stallo superiore a un anno, sottraendo alle imprese uno strumento essenziale di competitività proprio in una fase di grave incertezza globale.
Ponti: servono certezze sugli scambi internazionali
Il presidente di Federvini, Giacomo Ponti, parla di rispetto istituzionale per la scelta del Parlamento, ma anche di rammarico e disorientamento. Dopo un negoziato durato oltre vent’anni, il rinvio arriva in un momento particolarmente delicato per l’economia mondiale, nel quale le imprese avrebbero bisogno di stabilità e certezze sul fronte degli scambi internazionali. Per Federvini, l’accordo con il Mercosur resta una opportunità di sviluppo cruciale, e il dialogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione dovrebbe puntare a superare rapidamente l’impasse.
De Castro: opportunità storica, ma attenzione alle regole
Il dibattito coinvolge anche il mondo dell’analisi economica. Secondo Paolo De Castro, presidente di Nomisma, l’accordo Ue-Mercosur rappresenta una occasione storica per l’agroalimentare europeo e italiano e per rafforzare il ruolo geopolitico dell’Unione. Allo stesso tempo, però, emergono criticità strutturali legate alla profonda asimmetria regolatoria tra l’Unione europea e i Paesi extraeuropei, in particolare dell’America Latina.
Il nodo dell’asimmetria regolatoria
Negli ultimi vent’anni l’agricoltura europea ha introdotto standard sempre più stringenti in termini di qualità, sicurezza e sostenibilità, riducendo l’uso di fitofarmaci, vietando gli ormoni della crescita e rafforzando il benessere animale. Regole che rendono i prodotti europei più sicuri, ma anche più costosi da produrre. L’apertura a mercati che non applicano gli stessi criteri rischia quindi di creare distorsioni della concorrenza.
Clausole di salvaguardia e tempi decisivi
Per De Castro solo controlli rigorosi e una applicazione effettiva delle clausole di salvaguardia potranno evitare che l’apertura dei mercati si trasformi in un danno irreversibile per chi produce rispettando standard più severi. Una condizione che resta però legata a un presupposto fondamentale: che l’accordo Ue-Mercosur trovi effettiva attuazione e in tempi rapidi, superando lo stop deciso dal Parlamento europeo e l’incertezza che oggi pesa sul suo futuro.
