Il vino italiano protagonista a New York per Vinitaly Usa 2026: “È la città ideale”

Vino

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Marco Viscomi

24 Gennaio 2026

Vinitaly.USA 2026 approda a New York: focus su qualità, networking e promozione del vino italiano nel mercato americano, tra nuove strategie e opportunità di crescita

 

New York, 24 gennaio 2026 – New York City, conosciuta come la “Grande Mela” e cuore pulsante del melting pot culturale statunitense, si prepara a ospitare la terza edizione di Vinitaly.USA, l’evento sul vino, organizzato da Veronafiere in collaborazione con l’Italian Trade Agency (ITA), che si terrà il 26 e 27 ottobre 2026 presso il Pier 36, segnando un’importante evoluzione strategica dopo le due precedenti edizioni svoltesi a Chicago.

La scelta di New York capitale strategica per il vino italiano negli Stati Uniti

La decisione di spostare l’evento a New York riflette la centralità dello Stato di New York nel panorama vinicolo americano: secondo i dati più recenti, lo Stato rappresenta il 6,5% del consumo totale di vino negli Stati Uniti, collocandosi al terzo posto dopo California e Texas, e detiene il primato nel Nord-Est con il 34% dei consumi regionali. La città, con la sua vasta rete di ristoranti italiani (circa 930, pari al 10,9% del totale), si configura come un terreno fertile per la promozione e lo sviluppo del vino italiano, ulteriormente valorizzato dal riconoscimento Unesco della Cucina Italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, sottolinea come questa scelta non modifichi la strategia di Vinitaly.USA, che mantiene la sua vocazione B2B e amplia il proprio raggio d’azione verso i principali centri decisionali del mercato americano. New York rappresenta infatti un nodo nevralgico per importatori, distributori e operatori Ho.Re.Ca. con copertura multi-statale, influenzando significativamente le politiche commerciali e le scelte di assortimento a livello nazionale.

Vinitaly.USA 2026: un’occasione per consolidare qualità e relazioni

L’evento si rivolge a produttori, consorzi, importatori, distributori e professionisti del settore, puntando su qualità, contenuti e relazioni durature. Matteo Zoppas, presidente di ITA, evidenzia l’impegno dell’Agenzia nel qualificare gli operatori internazionali e nel colmare la lacuna di una fiera del vino italiana negli USA, soprattutto in un contesto segnato da dazi, variazioni del cambio euro-dollaro e un consumatore più prudente. Il profilo dei buyer di New York è particolarmente coerente con il posizionamento di Vinitaly.USA: si tratta di operatori orientati a vini di fascia medio-alta e premium, con attenzione all’origine e alla qualità territoriale, elementi distintivi del vino italiano.

I dati di consumo confermano questa tendenza: il 44% degli acquirenti consuma vino regolarmente tra due e cinque volte a settimana, con una spesa media per bottiglia superiore ai 30 dollari per oltre la metà del campione. Dopo la California, l’Italia è il secondo produttore più scelto, superando la Francia.

Vinitaly.USA nel contesto internazionale e le prospettive del mercato del vino

L’edizione 2026 si inserisce nella strategia internazionale di Veronafiere e ITA di presidiare i mercati chiave con iniziative di promozione integrate e vicine alle dinamiche locali. Accanto al vino, la strategia valorizza l’enoturismo attraverso Vinitaly Tourism e l’olio extra vergine di oliva con Sol Expo, sostenendo così in modo sistemico le filiere e le eccellenze del made in Italy.

New York, con i suoi oltre 8,8 milioni di abitanti e un’area metropolitana che supera i 20 milioni, rappresenta un mercato di altissimo potenziale economico e culturale, in cui il vino assume un ruolo centrale nello stile di vita urbano. Con il sindaco Zohran Mamdani alla guida della città dal 2026, e il suo status di capitale mondiale della finanza, moda e media, New York si conferma luogo ideale per approfondire e consolidare la presenza del vino italiano negli Stati Uniti.

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