Il trucco per un guacamole verde e perfetto? Nessuno lo dice, ma è tutto qui

Guacamole

Il trucco per un guacamole verde e perfetto? Nessuno lo dice, ma è tutto qui - vinamundi.it

Lorenzo Fogli

29 Agosto 2025

Schiacciato a mano, condito al punto giusto, il guacamole racconta l’anima del Messico e una storia lunga secoli.

Il guacamole non è solo una crema di avocado. È un frammento della storia messicana, un piatto che affonda le sue radici nell’epoca azteca e che, ancora oggi, viene preparato rispettando (quasi sempre) la ricetta originale. Il suo nome deriva dal nahuatl, l’antica lingua indigena: AhuacaMolli, ovvero “avocado” (ahuacatl) e “salsa” (molli). La preparazione, all’apparenza semplice, racchiude rituali e ingredienti precisi. Non basta un frullatore: serve un mortaio, se possibile di pietra lavica, e un po’ di pazienza per ottenere quella consistenza cremosa ma irregolare, in cui ogni pezzetto mantiene il suo sapore. In Messico usano ancora il molcajete, un utensile che sembra scolpito da un cratere, e pestano tutto a mano. È così che si fa il vero guacamole.

Gli ingredienti giusti (e quelli che usiamo quando non li troviamo)

Secondo tradizione, il guacamole si prepara con avocado maturo, lime fresco, cipolla bianca, peperoncino serrano, pomodoro, sale grosso, coriandolo fresco. Ma fuori dal Messico, trovare alcuni di questi ingredienti è complicato. Per questo motivo, molte versioni moderne si affidano al peperoncino rosso, più facile da reperire, e utilizzano normali utensili da cucina: un mortaio da pesto, oppure semplicemente una forchetta, può funzionare bene per ottenere quella consistenza spezzata e granulosa.

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Il trucco per un guacamole verde e perfetto? Nessuno lo dice, ma è tutto qui – vinamundi.it

Il tipo di avocado fa la differenza. Il migliore? L’Hass, piccolo, con la buccia rugosa e scura. È quello che offre il miglior equilibrio tra sapore e consistenza. Deve essere morbido al tatto, ma senza cedere troppo: troppo acerbo non si schiaccia, troppo maturo diventa molle e scuro. Per il lime, l’unico segreto è spremerlo fresco, filtrandone il succo. Il coriandolo, spesso sostituito con il prezzemolo nei paesi dove non è comune, è invece fondamentale per il profumo originale. Chi non lo ama, può dosarlo con attenzione o ometterlo, ma in Messico questa scelta non sarebbe ammessa.

Come si prepara davvero (senza robot e senza scorciatoie)

Si parte dalla cipolla, tritata fine, e dal pomodoro, a dadini piccoli. L’avocado si apre, si elimina il nocciolo e si estrae la polpa con un cucchiaio. Tutto va nel mortaio, insieme al succo di lime e un filo di olio extravergine di oliva. A questo punto si schiaccia tutto a mano. Chi non ha il mortaio può usare una forchetta, purché il risultato non sia una crema uniforme. L’aspetto del guacamole deve rimanere naturale, imperfetto, con piccoli pezzi visibili.

Solo dopo si aggiungono gli altri ingredienti: cipolla, pomodoro, il peperoncino a rondelle, il coriandolo sminuzzato e un pizzico abbondante di sale. Qualcuno aggiunge un tocco d’aglio, ma non è previsto dalla versione classica. Alla fine, il guacamole va servito subito, magari in una ciotola di terracotta, senza fronzoli. Chi vuole può accompagnarlo con nachos, verdure crude, tortillas, oppure spalmarlo su fette di pane tostato.

Con la carne bianca di pollo o tacchino, oppure con tonno, salmone e gamberi, si ottengono abbinamenti perfetti. Funziona bene anche con lo yogurt naturale, oppure con formaggi freschi come la feta. Meglio evitare i salumi, troppo salati e dominanti nel gusto. Il guacamole va consumato subito. L’avocado, si sa, si ossida velocemente. Se proprio devi conservarlo, coprilo con pellicola a contatto e riponilo in frigo. Resiste al massimo 48 ore, ma perde colore e intensità.

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