Export, il Prosecco cresce oltre la media nazionale: vale il 23% del totale italiano

Il Prosecco è la locomotiva dei vini italiani

Il Prosecco è la locomotiva dei vini italiani | Pixabay @Alina_Rosanova - Vinamundi

Marco Viscomi

19 Febbraio 2026

Durante le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, il Prosecco DOP rafforza la sua immagine globale, trainando l’export vinicolo italiano e valorizzando il made in Italy

 

Milano, 19 febbraio 2026 – Nel contesto dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, il Prosecco DOP si conferma protagonista non solo sulle tavole degli appassionati di vino, ma anche come simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo. Le bollicine italiane, rappresentate dalla grande denominazione che unisce la DOC e le due DOCG storiche di Conegliano-Valdobbiadene e Asolo Montello, mantengono un ruolo di primo piano nell’export enologico nazionale, nonostante le difficoltà del mercato globale.

Prosecco DOP: un pilastro dell’export enologico italiano

Secondo gli ultimi dati ISTAT aggiornati a novembre 2025 e analizzati da WineNews, il valore complessivo dell’export del vino italiano si attesta a 7,2 miliardi di euro, con una flessione del 3,58% rispetto allo stesso periodo del 2024. In questo scenario, il Prosecco DOP ha fatto registrare un export pari a 1,6 miliardi di euro, con una riduzione contenuta dell’1,7%. Questo dato sottolinea la tenuta del prodotto, che rappresenta quasi il 23% delle esportazioni totali di vino italiano e il 77% delle bollicine esportate, confermandosi come una bottiglia su quattro venduta all’estero.

Particolarmente significativo è il mercato statunitense, dove il Prosecco DOP ha raggiunto un valore di 439,3 milioni di euro da gennaio a novembre 2025, con un calo più contenuto rispetto al totale del vino italiano (-2,3% contro -8%). In Francia, tradizionale terra dello Champagne, il Prosecco si è ormai affermato come terzo mercato mondiale per la denominazione, a dimostrazione del suo appeal internazionale.

Fascette tricolori: la nuova frontiera contro la contraffazione del Prosecco
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Caratteristiche e tipologie

La produzione del Prosecco DOP si estende nelle province di Veneto e Friuli Venezia Giulia, coprendo le aree di Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine, Belluno, Padova, Treviso, Venezia e Vicenza. Il disciplinare prevede diverse tipologie: il Prosecco tranquillo, il Prosecco frizzante, il Prosecco spumante e il recente Prosecco spumante rosé. Quest’ultimo, introdotto nel 2020, è ottenuto da un blend di uve Glera e Pinot Nero vinificato in rosso, con caratteristiche aromatiche raffinate e un perlage fine e persistente.

Il vitigno base è la Glera, che deve costituire almeno l’85% dell’uvaggio, integrata da varietà come Verdiso, Bianchetta Trevigiana, Perera, Chardonnay e Pinot (bianco, grigio e nero). Il metodo di spumantizzazione Martinotti (o Charmat), sviluppato nel Veneto a fine Ottocento, è fondamentale per garantire la freschezza e il profilo aromatico distintivo di questo vino.

Un protagonista assoluto alle Olimpiadi Milano Cortina 2026

Il Consorzio di Tutela Prosecco DOC ha investito 8 milioni di euro per essere Official Sparkling Wine delle Olimpiadi Invernali 2026, manifestazione che si svolge dal 6 al 22 febbraio tra Milano, Cortina d’Ampezzo e altre sedi del Nord Italia. Questo nobile vino frizzante è presente in vari punti di degustazione e nelle aree di accoglienza, offrendo agli ospiti un’esperienza di gusto in linea con lo spirito italiano di eccellenza e convivialità. Grazie a questa presenza, il Prosecco DOC non solo celebra la sua importanza economica ma anche il ruolo culturale e identitario che ricopre nel panorama vinicolo mondiale.

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