Il mondo del vino internazionale accoglie una nuova protagonista italiana in uno dei circoli professionali più selettivi in assoluto. Per la prima volta, infatti, una donna del nostro Paese entra tra i Master of Wine, titolo considerato tra i più prestigiosi e difficili da ottenere nell’intero panorama enologico mondiale. A raggiungere questo traguardo è Cristina Mercuri, che porta l’Italia a quota quattro rappresentanti all’interno di una comunità globale composta da poco più di quattrocento esperti.
Un riconoscimento tra i più esclusivi del vino mondiale
L’ingresso di Cristina Mercuri nel ristretto gruppo del The Institute of Masters of Wine rappresenta un risultato storico per l’enologia italiana. Il titolo di Master of Wine viene assegnato attraverso un percorso estremamente rigoroso, che richiede anni di studio, esami teorici e pratici di altissimo livello e una profonda conoscenza della filiera vitivinicola internazionale.
Ottenere questa qualifica significa dimostrare competenze tecniche avanzate, solide basi accademiche e capacità strategiche riconosciute a livello globale. Non a caso, i Master of Wine sono spesso figure chiave nelle decisioni di acquisto di grandi hotel, ristoranti e operatori del settore, influenzando tendenze e mercati del vino su scala internazionale.
Con Mercuri, l’Italia completa simbolicamente un “poker” di eccellenze: prima di lei avevano raggiunto il traguardo Andrea Lonardi, Gabriele Gorelli e Pietro Russo, fino ad oggi unici italiani insigniti del titolo.
Dalla Toscana a Milano: il percorso professionale di Cristina Mercuri
Nata e cresciuta in Toscana e residente a Milano da quasi vent’anni, Cristina Mercuri ha costruito un profilo professionale multidisciplinare prima ancora di dedicarsi completamente al vino. In passato ha lavorato come avvocata presso studi legali internazionali, occupandosi principalmente di fusioni e acquisizioni e di proprietà intellettuale.
Nel 2015 ha deciso di cambiare radicalmente direzione professionale, trasferendo nel settore enologico il metodo analitico e la disciplina acquisiti durante la carriera legale. In meno di un decennio è riuscita a imporsi come figura di riferimento nel settore, affermandosi anche come wine editor per Forbes Italia e giudice internazionale per Decanter.
Oggi è fondatrice e amministratrice delegata di Mercuri Wine Club, società che si occupa di consulenza strategica e formazione, supportando aziende e professionisti nello sviluppo del posizionamento e della comunicazione del vino attraverso un approccio integrato tra strumenti tradizionali e digitali.
Il percorso di studio di Cristina Mercuri
Il conseguimento del titolo non è stato semplice, come ha raccontato la stessa Cristina Mercuri dopo la proclamazione. Il programma Master of Wine è noto per il suo altissimo tasso di selezione e per la difficoltà degli esami, che richiedono preparazione quotidiana e una dedizione totale.
Secondo la nuova Master of Wine, il percorso è stato caratterizzato da studio costante e grande disciplina personale, elementi che le hanno permesso di sviluppare un approccio ancora più rigoroso all’analisi del vino e del suo contesto culturale.
A completare il programma è stata una tesi finale dal titolo “Wine, Women and Fascism: A Visual Analysis of the Representation of Women in Propaganda in Enotria (1922-1942)”, uno studio che applica strumenti di semiotica visiva all’analisi delle copertine illustrate della rivista Enotria, prima pubblicazione italiana specializzata nel settore vinicolo.
Il vino tra comunicazione, cultura e rappresentazione femminile
La ricerca condotta da Mercuri ha evidenziato come l’immagine femminile sia stata utilizzata in passato anche come strumento propagandistico, offrendo una riflessione attuale sul modo in cui il vino viene comunicato oggi. L’analisi invita il settore ad andare oltre la semplice promozione del prodotto, interrogandosi sui linguaggi utilizzati, sugli stereotipi e sui modelli culturali che influenzano la narrazione enologica.
Questo tema si collega direttamente a uno degli aspetti centrali del suo impegno professionale: promuovere maggiore inclusività e meritocrazia nel mondo del vino. Attraverso programmi di formazione e borse di studio, Mercuri sostiene infatti giovani professionisti e donne interessate a costruire una carriera nel settore.
La sua visione parte da un’idea precisa: il vino italiano non deve essere soltanto raccontato, ma vissuto attraverso nuove prospettive narrative e uno sguardo più contemporaneo.
Un traguardo che rafforza la presenza italiana nel mondo
Nella stessa sessione sono stati nominati anche altri tre nuovi Master of Wine: Karen Hong Liu da Hong Kong e gli statunitensi Kim Oshiro e Bryce Wiatrak. Con queste nuove nomine, il numero complessivo dei professionisti attivi sale a 422 distribuiti in 30 Paesi, confermando il carattere globale e altamente selettivo della qualifica.
L’ingresso di Cristina Mercuri segna quindi non solo un successo personale, ma anche un passo significativo per la presenza italiana nel panorama internazionale del vino. Il risultato testimonia la crescente autorevolezza del nostro Paese non soltanto nella produzione vitivinicola, ma anche nella formazione, nella ricerca e nella leadership culturale legata al settore enologico.
