Milano, 2 febbraio 2026 – Prosegue per il quinto anno consecutivo la flessione dei consumi di vino negli Stati Uniti, il più grande mercato mondiale per domanda e valore, con un giro d’affari al dettaglio che si attesta intorno ai 60 miliardi di dollari annuali. L’Unione Italiana Vini (UIV), sulla base dei dati Sipsource, ha rilevato un calo complessivo dell’8,8% a volume e del 7,2% a valore nelle vendite distribuite tra supermercati, enoteche, ristoranti e locali. Tuttavia, l’Italia si distingue per un andamento meno negativo rispetto alla media del mercato, con una diminuzione contenuta del 5,2% in volume e del 3% in valore, a fronte di contrazioni che superano il 10% per i vini statunitensi.
Il ruolo trainante degli spumanti italiani e il Prosecco
L’Osservatorio UIV evidenzia come il calo dei vini italiani sia in parte mitigato dal successo degli spumanti, in particolare dal Prosecco, che segna un incremento del 3,7% a valore, consolidandosi come il prodotto più apprezzato oltreoceano. Gli spumanti italiani sono infatti l’unica categoria a registrare una crescita commerciale (+2,1%), mentre rossi e bianchi limitano le perdite rispettivamente al -3,9% e -5,3%. In netto declino risultano invece rosati e vini aromatizzati, con cali attorno al 20%. Le bollicine rappresentano oggi il 40% della spesa americana per i vini italiani, seguite da bianchi (28%), rossi (17%), aromatizzati (4%) e rosati (3%). Geograficamente, il consumo di vino italiano negli USA è predominante nel South con il 48% della quota, seguito da Northeast (18%), West (17%) e Midwest (16%).
Vino, competitor e contesto di mercato
Tra i principali concorrenti, la Francia mantiene sostanzialmente stabile il valore delle vendite (-0,2%), sostenuta soprattutto dalle performance positive degli Champagne e dei vini bianchi, mentre la Spagna registra un calo del 4,7%. Nel Nuovo Mondo, la Nuova Zelanda limita le perdite al 2,9%, mentre Australia, Cile, Argentina e gli stessi vini statunitensi soffrono cali a doppia cifra. I vini USA rappresentano il 67% del valore totale dei consumi interni, ma anch’essi segnano un decremento dell’8,6%.
Le parole di Lamberto Frescobaldi e le sfide per il futuro
Il presidente di Unione Italiana Vini, Lamberto Frescobaldi, sottolinea come negli ultimi quattro anni il consumo di vino negli Stati Uniti sia diminuito di circa il 20%, con una perdita più contenuta per i vini italiani, stimata intorno al 12%. Frescobaldi evidenzia inoltre come il contesto di debolezza del mercato, aggravato dalla riduzione del potere d’acquisto, renda ancora più pesante l’impatto dei dazi, in un momento in cui, nonostante i produttori italiani abbiano ridotto i listini mediamente del 10%, i prezzi sugli scaffali sono aumentati del 4% nel solo dicembre 2025. Lamberto Frescobaldi invita il trade americano a un maggiore impegno per sostenere la domanda, avvertendo che la mancata collaborazione potrebbe rivelarsi un boomerang per tutti gli attori coinvolti.
UIV sottolinea l’urgenza di accelerare l’apertura di nuovi accordi di libero scambio, viste le difficoltà di accesso al mercato statunitense, con particolare attenzione a partnership strategiche come quelle con Mercosur e India, mercati con potenzialità di crescita elevate e dove l’Unione Europea ha recentemente ottenuto significativi vantaggi tariffari.
Frescobaldi: un patrimonio di tradizione e innovazione nel cuore del vino italiano
Lamberto Frescobaldi, nato a Firenze nel 1963, rappresenta la 30ª generazione di una delle famiglie più antiche e influenti della Toscana. Laureato in Agraria all’Università della California, Davis, e presidente dell’azienda vinicola di famiglia, ha guidato l’espansione internazionale della produzione Frescobaldi, affermandola tra le eccellenze mondiali. Dal 2022 è presidente di Unione Italiana Vini, ruolo dal quale promuove la valorizzazione e la competitività del vino italiano sui mercati globali, con un approccio che coniuga tradizione e innovazione. Sotto la sua guida, l’azienda ha adottato pratiche agricole sostenibili, investendo in tecnologie eco-friendly come il fotovoltaico e la gestione forestale certificata PEFC, confermando il forte legame tra territorio, qualità e sostenibilità ambientale.
