L’Emilia Romagna è una regione che si distingue per le sue tradizioni enogastronomiche ricche e variegate, che raccontano storie di passione, dedizione e innovazione. In questo contesto, il premio “Dire Fare Sognare” si propone di celebrare quei protagonisti che hanno saputo interpretare e diffondere la cultura del cibo e del vino, rendendo la nostra regione un faro di eccellenza a livello nazionale e internazionale.
Lunedì 27 maggio, il Supercinema di Santarcangelo di Romagna ha ospitato la seconda edizione di questo prestigioso riconoscimento, un evento che ha messo in luce figure emblematiche che, con il loro lavoro, hanno contribuito a far brillare il patrimonio enogastronomico dell’Emilia Romagna. Tra i nomi più noti che sono stati premiati, ci sono:
- Giancarlo Mondini
- Gianluigi Zenti
- Massimo Montanari
- Ermi Bagni
- Denis Pantini
Ognuno di loro ha lasciato un segno indelebile nella promozione e valorizzazione della cultura alimentare della regione.
Giancarlo Mondini e la promozione del vino romagnolo
Giancarlo Mondini, presidente di Ais Romagna da diciassette anni, ha svolto un ruolo fondamentale nel promuovere la conoscenza e la degustazione del vino, non solo come bevanda, ma come esperienza culturale. La sua dedizione ha contribuito a far apprezzare il vino romagnolo in tutto il mondo, sottolineando l’importanza della formazione e dell’educazione enologica.
Gianluigi Zenti e la tradizione culinaria italiana
Gianluigi Zenti, presidente di Accademia Barilla, ha portato avanti una missione di valorizzazione della tradizione culinaria italiana, con un focus particolare sulle ricette e i prodotti tipici dell’Emilia Romagna. Sotto la sua guida, l’Accademia ha sviluppato un dialogo costante tra la cucina tradizionale e le nuove tendenze gastronomiche, creando un ponte tra passato e futuro.
Massimo Montanari e la storia del cibo
Massimo Montanari, storico della cucina italiana dell’ateneo bolognese, ha dedicato la sua carriera a esplorare le radici storiche del cibo, trasformando la sua ricerca in un patrimonio condiviso. Le sue pubblicazioni e i suoi studi hanno reso la storia della cucina non solo un argomento accademico, ma un elemento di identità culturale, contribuendo a dare valore alle tradizioni culinarie locali.
La mattinata del 27 maggio è stata caratterizzata da due momenti distintivi. Il primo ha visto la premiazione dei cinque protagonisti, riconoscendo il loro impegno e la loro passione nella promozione della cultura enogastronomica. Il secondo momento è stato dedicato a premiare tre operatori di ogni provincia emiliano-romagnola, scelti tra ristoratori, baristi, enotecari e torrefattori, suddivisi nelle categorie di Emergente, Narratore e Sognatore. Questi operatori rappresentano l’ossatura della ristorazione e della vendita di prodotti tipici, portando avanti il testimone della tradizione culinaria.
L’evento è stato condotto dall’attore Ferruccio Filipazzi, che ha saputo coniugare intrattenimento e cultura, rendendo la cerimonia accessibile e coinvolgente. La presenza di testi curati da Alessandra Meldolesi e di un accompagnamento musicale di Nicoletta Bassetti ha arricchito ulteriormente l’atmosfera di festa e celebrazione.
“Dire Fare Sognare” è sostenuto da Partesa Emilia Romagna, un progetto distributivo che ha saputo evolversi nel tempo, diventando un punto di incontro tra produttori di vino e consumatori. La celebrazione di “Dire Fare Sognare” non è solo un momento di premiazione, ma un richiamo all’importanza della cultura del cibo e del vino come elemento di identità e coesione sociale. In un’epoca in cui la globalizzazione tende a uniformare le tradizioni, iniziative come queste ci ricordano quanto sia fondamentale preservare e valorizzare le peculiarità locali, che rappresentano un patrimonio unico da proteggere e tramandare. La cultura enogastronomica emiliana non è solo un affare commerciale, ma un modo di vivere e di raccontare il nostro territorio, unendo passato e futuro in un abbraccio di sapori e tradizioni.