Il vino toscano affronta una fase di trasformazione puntando su qualità, identità territoriale e nuove opportunità commerciali. Nonostante una produzione complessivamente più contenuta rispetto alle previsioni iniziali, le principali denominazioni regionali mostrano segnali incoraggianti, sia sul fronte dell’export sia su quello delle vendite interne. È questo il quadro emerso durante la presentazione delle nuove annate di Chianti e Morellino di Scansano, dove consorzi, istituzioni e produttori hanno delineato le prospettive future del settore.
Alla Fortezza da Basso il confronto sul futuro del vino toscano
La Fortezza da Basso di Firenze ha ospitato l’Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino, evento dedicato alla stampa italiana e internazionale durante il quale sono state presentate le nuove annate: Chianti D.O.C.G. 2025, Chianti Superiore 2024, Chianti Riserva 2023, Morellino di Scansano 2025 e Riserva 2023.
L’incontro ha rappresentato anche un momento di analisi strategica sulle condizioni produttive e commerciali delle due denominazioni, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Marras. Secondo l’assessore, il comparto vitivinicolo toscano sta dimostrando una notevole capacità di adattamento alle trasformazioni del mercato globale, grazie alla collaborazione tra consorzi, aziende e istituzioni. Nonostante una vendemmia meno abbondante, la qualità delle produzioni rimane elevata, risultato diretto della professionalità dei produttori e dell’attenzione alla gestione delle vigne.
Produzione ridotta ma annata di alto livello
Uno degli elementi comuni tra Chianti e Morellino di Scansano è stato il calo produttivo registrato nell’ultima stagione. Le condizioni climatiche hanno inciso sulle rese, ma senza compromettere il profilo qualitativo dei vini.
Nel caso del Chianti, la produzione si è fermata intorno ai 620 mila ettolitri, ben al di sotto delle stime iniziali che indicavano circa 750 mila ettolitri. Le abbondanti piogge primaverili, protrattesi fino a maggio, insieme agli attacchi di peronospora, hanno limitato la quantità di uva disponibile. Tuttavia, secondo il presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi, l’annata può essere considerata molto positiva dal punto di vista qualitativo, segno che le difficoltà climatiche non hanno inciso negativamente sul risultato finale.
Il Chianti rafforza la strategia internazionale
Per il Chianti il mercato estero continua a rappresentare un pilastro fondamentale. Tra il 65% e il 70% della produzione complessiva è destinata all’export, rendendo indispensabile una strategia internazionale solida e diversificata.
Nonostante il contesto geopolitico complesso e la questione dei dazi commerciali, gli Stati Uniti restano un mercato stabile, con una flessione delle vendite limitata a circa l’1%, un dato che il Consorzio non considera preoccupante. Parallelamente, la strategia futura punta con decisione su nuove aree di sviluppo. Africa e India emergono come mercati ad alto potenziale, mentre l’attenzione si concentra anche sull’area Mercosur per ridurre l’impatto delle barriere commerciali e sull’Asia, con Cina e Vietnam indicati tra i Paesi più promettenti.
Il Morellino di Scansano punta sull’identità e sul mercato interno
Diversa, ma complementare, la strategia del Morellino di Scansano, che guarda soprattutto al consolidamento della presenza sul mercato nazionale. I risultati commerciali confermano questa direzione: le vendite hanno registrato una crescita progressiva stimata intorno al 5%, segnale di un rafforzamento della denominazione tra i consumatori italiani.
Secondo il presidente del Consorzio Bernardo Guicciardini Calamai, la crescita è il risultato di un percorso condiviso volto a valorizzare l’identità del territorio e a migliorare il posizionamento qualitativo del vino.
Nasce la menzione “Superiore” per il Morellino
Un passaggio chiave per la denominazione è rappresentato dall’introduzione della nuova menzione “Superiore”, ufficializzata con la pubblicazione delle modifiche al disciplinare in Gazzetta Ufficiale dopo l’approvazione dell’assemblea nel 2025.
La nuova categoria prevede rese produttive più contenute e sarà disponibile sul mercato a partire dal primo gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente la selezione qualitativa e consolidare il valore percepito del Morellino di Scansano sui mercati.
Clima e vendemmia: meno quantità, stessa identità
Anche per il Morellino il 2025 è stato segnato da condizioni climatiche non semplici, che hanno ridotto la produzione a circa 75 mila quintali di uva. Nonostante ciò, la gestione attenta delle vigne e il lavoro in cantina hanno permesso di preservare equilibrio, autenticità e caratteristiche distintive del vino.
La capacità dei produttori di intervenire con precisione nelle diverse fasi della lavorazione ha consentito di mantenere standard qualitativi elevati, confermando la solidità della denominazione anche in annate complesse.
Un settore che guarda avanti tra sfide e opportunità
Dall’Anteprima fiorentina emerge dunque un messaggio complessivamente positivo per il vino toscano. Chianti e Morellino di Scansano affrontano scenari diversi ma complementari: il primo rafforza la propria vocazione internazionale cercando nuovi sbocchi commerciali, mentre il secondo consolida la crescita interna valorizzando identità e qualità.
In un contesto globale caratterizzato da cambiamenti climatici, tensioni economiche e nuovi equilibri commerciali, il settore dimostra di saper reagire puntando su professionalità, innovazione e visione strategica. La qualità resta il denominatore comune, elemento chiave per continuare a competere sui mercati e mantenere alto il prestigio del vino toscano nel mondo.
