Le esportazioni di vino australiano hanno registrato un arretramento nel 2025, dopo il temporaneo rimbalzo legato alla riapertura del mercato cinese nel 2024. Nei dodici mesi fino al 31 dicembre, l’export complessivo è sceso dell’8% in valore, raggiungendo i 2,34 miliardi di dollari australiani, e del 6% in volume, a 613 milioni di litri. Il prezzo medio all’export si è ridotto del 3% a 3,81 AUD per litro FOB. A incidere sono stati soprattutto il rallentamento della Cina e la debolezza di mercati consolidati come Regno Unito e Stati Uniti, in un contesto globale caratterizzato da consumi in calo e da maggiore attenzione al consumo responsabile di alcol.
Trend globali e sfide strutturali
Secondo l’analisi, il peggioramento dei risultati conferma una tendenza di lungo periodo: nei principali mercati internazionali si beve meno vino e diminuiscono le occasioni di consumo. L’Australia, fortemente esposta ai mercati anglosassoni, vede oltre la metà dei volumi esportati diretti verso Regno Unito e Stati Uniti, dove le pressioni fiscali e i cambiamenti nei consumi hanno avuto un impatto significativo. La riapertura della Cina a marzo 2024 aveva fornito un supporto temporaneo, ma nel 2025 la domanda è tornata contenuta, con consumatori più prudenti e un canale on-premise meno dinamico rispetto a cinque anni fa.
Sfuso vs imbottigliato: dinamiche differenti
Il 2025 ha registrato un calo sia per il vino sfuso sia per quello confezionato, con performance contrastanti. Le esportazioni di vino sfuso sono diminuite dell’1% in valore a 480 milioni di AUD e del 3% in volume a 416 milioni di litri, mentre il prezzo medio è salito del 2% a 1,15 AUD per litro, soprattutto grazie alla resilienza del mercato statunitense. Il vino imbottigliato, invece, ha subito il calo maggiore: -10% in valore a 1,86 miliardi di AUD e -11% in volume a 196 milioni di litri, con un leggero aumento dell’1% nel prezzo medio a 9,46 AUD per litro.
Export per fasce di prezzo: il premium resiste
Le esportazioni australiane hanno mostrato cali diffusi, ma la fascia premium ha evidenziato segnali positivi. I vini sotto i 5 AUD/litro hanno registrato un calo dell’8% in valore e del 5% in volume. Anche i vini sopra i 5 AUD/litro sono diminuiti, con un -9% in valore e -6% in volume, ma il segmento 15–19,99 AUD/litro ha visto una crescita dell’11% in volume, trainata da mercati come Regno Unito, Cina, Canada, Danimarca e Hong Kong.
Rossi in flessione, bianchi più stabili
Sul piano degli stili, i vini rossi hanno perso peso, mentre i bianchi hanno mantenuto maggiore stabilità. Le esportazioni di rossi sono calate del 10% in valore e del 9% in volume, con una quota totale che scende al 55%. Tra le varietà rosse più esportate, Shiraz ha perso il 12% a 147 milioni di litri, Cabernet Sauvignon il 4% a 94 milioni, Merlot il 5% a 38 milioni di litri. I bianchi, invece, registrano -3% in valore ma +1% in volume, con Pinot Gris/Grigio in forte crescita (+28%) e Chardonnay e Sauvignon Blanc in lieve calo. Il rosé arretra del 13% sia in valore sia in volume.
Mercati principali: Cina in calo, UK leader per volumi
Nel 2025, l’Australia ha esportato verso 109 mercati, in diminuzione rispetto ai 119 dell’anno precedente. La Cina resta il mercato più rilevante per valore, ma le esportazioni calano del 17% a 755 milioni AUD e del 18% in volume, con i bianchi in forte crescita (+77%) e i rossi in calo (-25%), a indicare un cambiamento nelle occasioni di consumo. Il Regno Unito è primo per volume, ma registra un calo del 9%, compensato da un aumento del prezzo medio del 7% e da una forte crescita della fascia premium.
Stati Uniti: sfuso in crescita, imbottigliato in difficoltà
Il mercato statunitense ha chiuso il 2025 in contrazione di valore (-12% a 287 milioni AUD), ma con volumi in aumento (+11%) grazie al boom dello sfuso nella seconda parte dell’anno. L’export sfuso verso gli USA cresce del 50% in volume, mentre quello imbottigliato cala del 20%, portando a una riduzione del prezzo medio export a 2,42 AUD/litro. Il mercato appare in contrazione strutturale, con forte pressione competitiva sulle fasce low e mid-tier.
Canada e Sud-est asiatico: luci e opportunità
In controtendenza, il Canada registra una crescita del 12% in valore, mentre i volumi diminuiscono leggermente (-2%). L’aumento è trainato dal vino confezionato e dalla sostituzione di prodotti statunitensi sugli scaffali. L’Asia, esclusa la Cina, mostra una crescita lieve (+1% in valore, +2% in volume), con Singapore in aumento del 18% e mercati emergenti come Thailandia, Malaysia, Indonesia e Taiwan in forte espansione sul valore.
